Scusate, porno subito!
20 maggio 2013 - 10:05 | Rubrica: LoLington Post | Scrivi un commento   

PornoSubitoPremettiamo subito una cosa: questo articolo è sconsigliato ai bigottoni, ai «bleah, il porno fa schifo», alle mamme che preferiscono non sapere, e ai minori di 18 anni. Per l’ultima categoria, ad ogni modo, mi basta la vostra parola, quindi, bambini, restate pure comodi e continuate a leggere. Sia chiaro però: parlerò di pornografia, non intendo farne. Se il vostro scopo era quello di allenare mani e polsi, ci sono siti più opportuni. Semmai non li conosceste, però, continuate a leggere e fatevi una cultura!

Cerchiamo di risolvere subito il problema di chi, appunto, sperava in qualcosa per sfogare il proprio calore ed è rimasto deluso, parlando del più grande portale gratuito di pornografia del web: YouPorn. (E ora che ho detto il nome e messo il link, salutiamo con la manina i segaioli di prima). Nel 2012, questo portale ha ottenuto quasi cinque miliardi di visite. Niente male per un pianeta con sette miliardi di abitanti. Ma la cosa più interessante (e poi la smetto con questa ammosciante statistica) è che le due città da cui gli sono arrivate più visite al mondo sono Milano e Roma. Primo e secondo posto. Un altro primato di cui l’Italia può andare ben fiera.

Tornando a noi, ho deciso di sporcarmi le mani per la comunità, di entrare in questo fantomatico YouPorn, starci il tempo necessario (Sì, ce la faccio a superare i dieci minuti! Evvai!), acquisire informazioni, e poi esporvele qui. In modo che non dobbiate sacrificarvi anche voi per sapere di cosa stiamo parlando. Sì, è stato un lavoro sporco (e sudato), ma qualcuno doveva pur farlo!

Una volta effettuato l’accesso, ci si ritrova in un ambiente dai colori bimbominkiosi, un nero-emo e un fucsia-hello-kitty, che spingerebbero a cliccare subito sulla crocetta per chiudere la finestra, ma (ovvio che ci sia un “ma”) decine di video ammiccanti di donne discinte nelle pose più impossibili fissano il visitatore. Sì, sono loro che fissano te, non il contrario! E dopo un attimo di smarrimento, decidi di aprirne uno. «È solo per curiosità!», ti dici, sapendo benissimo che nessun porno può eccit… Ehi! Un momento, ma cos… Nooo! Ma davvero si può… Così?! Ma come diavolo fa a respirare?!

In ogni caso, ciò che più colpisce su YouPorn (ok, dai, lo ammetto: non proprio di più…) è la rigida suddivisione dei video in decine di categorie ben etichettate. Di alcune, i nomi sono scontati e tralasciabili: li si trova in quasi tutti i siti porno e non spiccano per una particolare fantasia verbale; ma altre sono davvero geniali. In Donne Belle e Larghe, per esempio, troviamo decine di Omini Michelin che, facendosi passare per fanciulle, si danno alle pratiche più fantasiose. In Ragazze del College, ventenni ben conservate, addobbate da adolescenti lascive, sgambettano in gonnellini che farebbero impallidire i manga giapponesi. Entusiasmante è poi il caso della categoria Compilazione. No, non state a scervellarvi e a ipotizzare chissà quali perversioni: si tratta solo di una pessima ed erronea traduzione dell’inglese “Compilation”. C’è poi Divertente, anche se io l’avrei chiamata Bizzarrie, e Seghe, presumo un reparto di ferramenta con tutto il necessario per il fai-da-te. Giunto alla categoria Pelose, non ho voluto scoprire se si trattasse di donne bigfoot o semplicemente di donne col pube nature, e mi sono fiondato su Colloqui. Niente da fare: un sacco di ragazze che partecipano a finti provini da pornostar, ma nessuna indicazione su dove mandare il curriculum. Un’altra occasione andata a quel paese. Con questa crisi, poteva pur sempre essere un’opzione!

Uscito da YouPorn, mi sento come se fossi appena stato ad una riunione del PdL, solo che con gente un po’ più seria e per bene. Dopo tutto, nel mondo del porno, se te lo vogliono mettere nel culo, te lo dicono chiaro e tondo, e nessuno si sognerebbe di negarlo a cose fatte. Certo, è più difficile essere pagati tremila euro a botta, rispetto ad una qualsiasi cena elegante, ma per lo meno è un lavoro onesto. Mica come quello del politico.

Comunque la si pensi, c’è una cosa che sicuramente non va trascurata quando si parla di pornografia e che invece viene spesso dimenticata: il numero di posti di lavoro che stanno dietro ad ogni video, anche al più brutto. Al di là degli “attori” (Chiamala recitazione, quella!), ci sono i “registi” (Chiamala regia, quella!), gli “sceneggiatori” (Chiamale battute, quelle!), gli scenografi, i tecnici del suono, quelli delle luci, i cameramen e (non dimentichiamoceli!) i doppiatori. Sì, i doppiatori di film porno sono artisti da difendere: voce suadente, basso profilo, necessità di tenere segreto il proprio lavoro, fantasia da vendere, con la loro bocca sanno fare di tutto. Proprio come quelli che stanno doppiando!

P.S. Se avete cliccato sul link di YouPorn, avete sicuramente avuto quello che vi meritavate. Se non lo avete ancora fatto, siete dei bravi ragazzi. Continuate ad evitarlo. Fidatevi.

Articolo scritto per il LoLington Post

Una vita pidiellina
10 maggio 2013 - 22:05 | Rubrica: Fischia il Vento | Scrivi un commento   

VitaPidiellina

Se il Vento fischiava, ora fischia più forte!

Il processo dell’Anticasta
10 maggio 2013 - 10:05 | Rubrica: LoLington Post | Scrivi un commento   

ProcessoAnticasta
Infografica creata per il LoLington Post

La Costituzione di Berlusconi
3 maggio 2013 - 12:05 | Rubrica: LoLington Post | Scrivi un commento   

Dopo la formazione del governo Letta, si apre una questione altrettanto spinosa: la Convenzione per le Riforme Costituzionali. Berlusconi ha subito afferrato le briglie della situazione: «Sarò io a guidarla!», ma in molti si sono già opposti, e SEL ha persino candidato Rodotà, l’ultima moda in fatto di candidature inascoltate. Il Cavaliere però ha le idee chiare e lotterà perché questo compito gravoso sia affidato a lui o ad uno dei suoi fidati burattini.

Questa notte, il Grande Spirito è venuto a farmi visita per mostrarmi ciò che potrebbe essere: Berlusconi era lì, con indosso un saio e una penna d’oca in mano, e riscriveva la nostra Costituzione. Prima che mi svegliassi, ho letto alcuni dei suoi nuovi articoli… Che incubo spaventoso!

Art. 1: L’Italia è una Repubblica senocratica, fondata sulla spagnola. Ma non viceversa.
La sovranità appartiene al Popolo delle Libertà, che la esercita nelle posizioni e nei limiti del Kamasutra.

Art. 3, comma 1: Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di… Bwahahahahah! No, scusate, non ci riesco!

Art. 4, comma 1: La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Tipo l’emigrazione.

Art. 7, comma 1: Lo Stato e la Chiesa Cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, dipendenti e soprani.

Art. 17, comma 1-2: I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz’abiti.
Per le cene eleganti, anche in luogo aperto al pubblico, non è richiesto preavviso.

Art. 21, commi 1-2: Non tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
La stampa può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Art. 23: Nessuna prestazione sessuale o patrimoniale può essere imposta se non in base alla mia legge.

Art. 25, comma 1: Nessuno può essere distolto dal giudice naturale precostituito per legge: San Pietro.

Art. 27, commi 1-2: La responsabilità penale è personale.
L’imputato non è considerato colpevole sino al quarto mese di gravidanza.

Art. 29, comma 1: La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società per azioni fondata sulla raccomandazione.

Art. 34, comma 1,3: La scuola è aperta a tutti. Tanto non ci va più nessuno.
I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. Per gli incapaci, basta qualche buona conoscenza e un po’ di grana.

Art. 35, comma 1: La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni, comprese quelle più antiche.

Art. 40: Il diritto di sciopero si esercita nell’ambito delle leggi che lo regolano. A partire da quella che lo nega.

Art. 42, comma 1: La proprietà è pubblica o privata. In entrambi i casi, appartiene a me.

Art. 48, commi 1-2: Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età. Le donne che non l’hanno raggiunta, passino da me.
Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Per un consiglio, rivolgersi al 348-540xxxx.

Art. 50: Tutti i cittadini possono rivolgere petizioni alle Camere per chiedere provvedimenti legislativi o esporre comuni necessità: c’è sempre bisogno di carta igienica nei bagni del Parlamento.

Art. 53: Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva.
Il sistema tributario è informato a criteri di progressività: meno si ha, più si paga.

Art. 59, comma 1: È senatore di diritto e a vita, salvo rinunzia, chi è stato imputato in almeno 25 processi.

Art. 60: La Camera dei Deputati e il Senato della Repubblica sono eretti per cinque anni.
La durata di ciascuna Camera non può essere prorogata se non per Viagra e soltanto in caso di Guerra.

Art. 63, comma 1: Ciascuna Camera elegge fra i suoi componenti il Presidente e il Lettone di Presidenza.

Art. 65: La legge determina i casi di ineleggibilità e incompatibilità con l’ufficio di deputato o di senatore. Il deputato o senatore determina i casi di inapplicabilità e incompatibilità della legge.
Nessuno può dormire contemporaneamente nelle due Camere.

Art. 69: I membri del Parlamento ricevono un’indennità commisurata alla loro lunghezza. Le dimensioni contano.

Art. 79, comma 1: L’amnistia e l’indulto sono concessi con legge deliberata a maggioranza dei due terzi dei componenti di ciascuna Camera: Soggiorno e Zona notte.

Art. 84, comma 1: Può essere eletto Presidente della Repubblica ogni cittadino che abbia compiuto cinquanta anni d’età e goda dei diritti civili e politici. Purché sia disposto a firmare qualsiasi cosa.

Art. 93: Il Presidente del Consiglio dei ministri e i ministri, prima di assumere le posizioni, prestano giuramento nelle mani del Presidente della Durex.

Art. 101, comma 1: La giustizia è amministrata in nome del Popolo. Delle Libertà.

Art. 104, comma 1: La magistratura costituisce un ordine legato e dipendente da ogni altro potere.

Art. 106, comma 1: Le nomine dei magistrati hanno luogo per concorso. Esterno in associazione mafiosa.

Art. 136, comma 1: Quando la Corte dichiara l’illegittimità costituzionale di una norma di legge o di atto avente forza di legge, la norma riprende ad avere efficacia dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione.

Articolo scritto per il LoLington Post

Intervista ad Anna Paola Concia
15 marzo 2013 - 00:03 | Rubrica: LoLington Post | Scrivi un commento   

Sei un fan di Giovanardi? Passi la giornata a pregare Dio e poi non mostri alcuna pietà per il prossimo? Pensi che il matrimonio gay sia il primo passo verso l’estinzione della razza umana? Per te, i diritti civili sono l’anticamera di una secolarizzazione che porterà alla vittoria dell’islamismo? Pensi che chi critica il M5S sia uno zombie indottrinato dalla Casta del gruppo editoriale l’Espresso? Ebbene, questo articolo non è per te. Oggi infatti intervisto Anna Paola Concia, una delle parlamentari uscenti più agguerrite e popolari. È talmente agguerrita e popolare che il PD, come da tradizione, ha fatto i salti mortali per riuscire a farla rimanere fuori dal nuovo Parlamento. Talmente agguerrita che oggi si sottoporrà alle taglienti idiozie del LoLington Post.

Iniziamo subito con la parte più dolorosa (per me e per te), così ce la leviamo dai piedi. Le elezioni non sono andate proprio come speravamo, e tra i fallimenti peggiori c’è sicuramente il fatto che tu sia rimasta fuori dal Parlamento. Che cosa è andato storto? Perché, dopo tutti questi anni, ancora il centrosinistra non riesce a sconfiggere i suoi principali avversari? Sì, insomma, cos’hanno di così imbattibile D’Alema e la Bindi?

Sono l’apparato, la struttura, sono l’autoconservazione. In un Partito, qualsiasi Partito, tutto questo è fondamentale. E sono una classe politica che non accetta di aver fatto il suo tempo, che non è una cosa di per sé negativa. Accade a tutti. Altrimenti non esisterebbe la pensione. Quando ho sostenuto Bersani ho creduto che lui avesse capito. Quando ha fatto votare le deroghe, ho capito che non era così e non le ho votate. Quella è stata la mia tomba.

Prima di entrare in politica (o scenderci, o salirci, o galopparla, vedi tu…) lavoravi nel mondo dello sport: facevi l’insegnante di Educazione Fisica e la Maestra di Tennis. Durante il tuo lavoro da Deputata, ti è mai capitato di desiderare di avere in mano una racchetta da dare sui denti a qualcuno?

Ti stupirà, ma non mi è mai capitato. Mi è capitato di provare rabbia, questo sì. Ma ho cercato di trattenermi, a scapito della mia salute forse. Ho provato fastidio fisico tutte le volte che sono stata insultata. In cinque anni ho accumulato tanto di quell’odio perché omosessuale, che avrò bisogno di tempo per smaltirlo.

Durante questi anni alla Camera, hai lavorato anche a fianco di Mara Carfagna, che spesso è stata vista solo come una marionetta, eletta esclusivamente per il suo bell’aspetto fisico e per presunti rapporti personali con Berlusconi. Tu che l’hai conosciuta da vicino, com’è lavorare con lei? Non danno fastidio tutti quei fili e quelle tette?

Oddio non mi pare una superdotata anzi, una donna molto magra e anche molto sofferente. È una donna che sconta un peccato originale: essere stata scelta dal Capo. Per il resto è cocciuta, tenace, ambiziosa (per me è un complimento) che studia e sa essere umile. Se eviterà passi falsi farà strada, riscattando il suo peccato originale.

A volte, per noi etero che ci occupiamo di satira e umorismo, è difficile capire dove stia il limite nello scherzare sull’omosessualità. Anche perché per molti (me compreso), “uguaglianza” significa anche poter scherzare sulla questione, come faremmo sull’altezza di un uomo basso, sulla proboscide di uno col nasone, o sul cervello piccolo di Giovanardi. Ci puoi dare un tuo parere?

Non potrei vivere senza ironia e autoironia soprattutto. Ironizzare sulla mia omosessualità mi ha aiutato a sopravvivere in un paese misogino e omofobo nel profondo. Mi ha aiutata a spiazzare, a seppellire con una battuta le tante piccole e grandi cattiverie che ho ascoltato in questi anni. Il giorno che riusciremo a ironizzare liberamente sull’omosessualità vorrà dire che avremo raggiunto l’uguaglianza. Me lo hanno insegnato gli ebrei tedeschi.

Di tutti gli stereotipi sulle lesbiche e sui gay, quali sono quelli che ti divertono di più? E quali invece non sopporti? Io per esempio detestavo l’idea che gli uomini considerati migliori fossero i “già impegnati o gay”. Poi mi sono fidanzato e ha iniziato a piacermi!

Mi diverte l’ossessione per la precisione dei miei amici gay. Lo sguardo perso a volte di alcune lesbiche mi fa tenerezza. Detesto lo stereotipo della checca gay e della camionista lesbica. Non è vero, e indugiare su questo è un modo per tenerci al palo. Liberiamocene!

Francesco Perra, del Movimento 5 Stelle, durante la campagna elettorale, ha in qualche modo equiparato il matrimonio gay a quello tra uomo e animale. Non ti senti offesa ad essere paragonata a uno che sogna atti impuri con animali come Giovanardi? E nel caso, cos’è che ti disturba di più: l’idea di un uomo con un animale, o il semplice nome di Giovanardi?

Voi uomini avete una sessualità “idraulica”, quindi non mi stupiscono certe vostre “pratiche”. Per fortuna ci siamo noi donne a mitigarla, nella maggior parte dei casi. Mi disturba di più il nome di Giovanardi.

A questo punto, scusami, ma ti chiedo di darmi uno scoop. Sbilanciati un po’ su Grillo e il M5S: nessuna alleanza, rifiuto del termine “partito”, rivalutazioni del fascismo, attacchi alla stampa, apertura a CasaPound, teorie del complotto… Che cos’è questo movimento? Come va trattato? (TI PREGO, SBILANCIATI! SE FACCIO UNO SCOOP, MENTANA MI CREPA D’INVIDIA!)

È un movimento che ha riempito uno spazio, ha saputo canalizzare molto bene il disagio sociale come non abbiamo saputo fare noi partiti. Ha saputo abbracciarlo e accoglierlo. Mi spaventa la finta democrazia dal basso. Perché è finta. Mi intristisce tutta questa attenzione per i grillini da parte della stampa. Quello che stanno facendo i grillini in parlamento, io e altri deputati lo abbiamo fatto per cinque anni, non ci ha filato nessuno, purtroppo non ci hanno dato retta neanche i nostri partiti, andavano cambiate le cose prima. Ora temo sia tardi. Ora c’è un desiderio distruttivo che sembra irrefrenabile. Bisogna contrastarlo, non scimmiottando Grillo o andandogli appresso in modo patetico. Ma cambiando profondamente noi. Profondamente. Accogliendo in modo intelligente quel desiderio di cambiamento. Non ne è capace l’attuale gruppo dei capi bastone del PD di oggi. Di questo ne sono certi gli italiani, non io. E ce lo hanno detto a chiare lettere con l’esito elettorale. Solo loro non lo hanno capito, e se non la smettono determineranno la morte del PD.

Siamo alla fine e, come fanno tutti i giornalisti seri in questi casi, mettiamo da parte un attimo l’ironia e la satira: so che fai parte della neonata Associazione Miriam Mafai. Ti va di parlarcene in libertà? Approfitta pure di questo spazio.

Miriam Mafai è stata una delle donne più importanti della nostra epoca. Ha costruito la libertà, ha insegnato la libertà, ha praticato la libertà. Ho avuto la fortuna di conoscerla e frequentarla durante l’ultimo decennio della sua vita. Sono stata una “figlia” per lei. Lei è stata una “madre” importante. Tutto quello che posso fare insieme ai figli Luciano e Sara e ad altri amici della Associazione è far conoscere e promuovere il suo pensiero, le sue idee troppo spesso lungimiranti. Una delle cose che faremo è istituire un premio per i giovani talenti femminili, in tutte le professioni, non solo nel giornalismo. Anche questo è un modo per fare politica, politica “alta” come Miriam ha fatto per tutta la vita.

Articolo scritto per il LoLington Post